Introduzione
In questo periodo in cui si parla molto di radiazioni ionizzanti, molti si chiedono cosa significhino i termini e le grandezze fisiche di continuo ripetute dai mezzi di informazione di massa.
Nel breve articolo che segue riporteremo una parte della terminologia essenziale relativamente all'emissione e all'assorbimento di radiazioni ionizzanti, così come ricavabile dalle definizioni del decreto legislativo n. 241 del 26 maggio 2000 "Attuazione della direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti.".
In un successivo articolo parleremo di un aspetto, invece, molto legato alle tematiche di salute e sicurezza sul lavoro che è la prevenzione del rischio da gas radon.
Terminologia essenziale
Attivazione
Processo per cui un nuclide stabile si trasforma in radionuclide, a causa di irradiazione con particelle o con raggi gamma ad alta energia del materiale in cui è contenuto.
Attività (A)
Quoziente di dN diviso per dt in cui dN è il numero atteso di transizioni nucleari spontanee di una determinata quantità di un radionuclide da uno stato particolare di energia in un momento determinato, nell'intervallo di tempo dt.
In pratica è la derivata delle transizioni nucleari spontanee rispetto al tempo.
becquerel (Bq)
Nome speciale dell'unità di attività (A).
Un becquerel equivale ad una transizione per secondo.
1 Bq = 1s-1
L'attività (A) può essere espressa anche in Curie (così come le lunghezze possono essere indicate in metri o in pollici).
I fattori di conversione da utilizzare quando l'attività è espressa in curie (Ci) sono i seguenti:
1 Ci = 3,7 x 1010 Bq;
1 Bq = 2,7027x 10-11 Ci;
La geotermia
Con il termine geotermia s'intende lo sfruttamento del calore presente nel sottosuolo.
L'origine di questo calore è nel nucleo del nostro pianeta composto, come tutti sanno, da una gigantesca sfera incandescente. La quantità di calore che tale nucleo è in grado di erogare è praticamente inesauribile e può essere considerata una forma di energia rinnovabile.
Se si esegue un foro nel terreno, si riscontra che tra i 10 e 100 m di profondità la temperatura del sottosuolo rimane praticamente costante per tutto l'anno ad un valore che, mediamente, è di circa 15 °C.
Perforando a profondità maggiori si trovano temperature più elevate (con un incremento di circa 3 °C per ogni 100 m).
In molte zone si possono trovare, a profondità relativamente modeste, fluidi a temperature elevate.
Possiamo quindi considerare due differenti modalità di sfruttamento del calore contenuto nel sottosuolo: la prima modalità utilizza sorgenti a temperatura elevata che vengono impiegati direttamente per riscaldare degli ambienti o per produrre elettricità. La seconda modalità, che quella oggetto del presente articolo, riguarda lo sfruttamento di sorgenti a temperatura bassa (15 °C circa) è per questo motivo viene indicata come geotermia a bassa entalpia.
La geotermia a bassa entalpia
Nella geotermia a bassa entalpia l'utilizzo che viene fatto lo della sorgente geotermica (ossia del sottosuolo) è semplicemente quello di scambiatore di calore.
In pratica, ad esempio, per riscaldare un ambiente si utilizzerà una pompa di calore che sottrarrà calore al terreno pompandolo nell'ambiente da riscaldare. Il calore viene prelevato dal terreno mediante delle sonde, ossia dei tubi che vi penetrano fino alla profondità di circa 100 m e che contengono un liquido in grado di scambiare calore (ad esempio acqua).
Premessa
In questo articolo tratteremo delle difficoltà che possono degenerare fino a far fallire o comunque ritardare pesantemente un progetto di implementazione di un sistema ERP.
La scarsa efficacia dei consulenti
La principale causa di fallimento sembra essere la scarsa efficacia dei consulenti. Tale scarsa efficacia non deriva necessariamente dall’incompetenza dei consulenti ma, molto spesso, dalla loro incapacità di comunicare con il cliente. Tale incapacità si manifesta in particolare sulla necessità di effettuare un Busines Processes Rengineering (BPR) che da una parte aiuti l’azienda a sfruttare appieno le potenzialità del sistema ERP, seguendo quelle che sono delle best practices organizzative, e dall'altra riduca l'impatto della customizzazione.
Altro grave gap comunicativo dei consulenti è spesso relativo all’acquisizione di un piano di test e di specifiche esplicite di test (casi di test) che si rivelano fondamentali nel corso dell’implementazione per eseguire verifiche molto anticipate.
In molti ci hanno chiesto chiarimenti sul sequestro del Carbonio. In questo post cercheremo di dare una risposta semplice e breve.
Il sequestro del Carbonio è una delle modalità principali per la riduzione della quantità di CO2 presente nell’atmosfera e ritenuta responsabile dei cambiamenti climatici. Oltre al sequestro del carbonio ci si avvale spesso, per la sua riduzione, del miglioramento dell’efficienza energetica e/o dell’utilizzo di fonti energetiche a ridotto tenore di emissioni in carbonio (energie rinnovabili o energia nucleare, ad esempio).
Le tecnologie di sequestro del carbonio sono molteplici si basano sull’utilizzo di “sequestranti” o “sequestratori”, ossia di sostanze o sistemi in grado di assorbire e legare il CO2 in modo che possa essere stoccato in luoghi diversi dall’atmosfera (es.: alberi, mari, suolo, …).
Una prima modalità di squestro del CO2 si può avere grazie all’utilizzo di vegetali: per mezzo della fotosintesi clorofilliana le piante raccolgono il CO2 nell’atmosfera e lo immagazzinano al loro interno.
Per attuare un sequestro del carbonio su base biologica (ossia vegetale) è sufficiente che vengano seguite politiche di rimboschimento, di agricoltura sostenibile e di fertilizzazione degli oceani (ad esempio attraverso l’uso del ferro).
Introduzione
Un impianto fotovoltaico, come qualunque impianto elettrico, prevede una tensione massima di isolamento. Cosa significa? Significa che fino ad una certa tensione l’impianto si comporta senza anomalie ma, superata tale tensione, l’impianto rischia di danneggiarsi seriamente, con probabilità sempre maggiore all’aumentare della tensione.
Da cosa sono causate le sovratensioni? Trascurando quelle derivanti da una progettazione errata che porta l’impianto fotovoltaico a lavorare in range di tensione non corretti, le principali cause di sovratensione sono le scariche elettriche atmosferiche (fulmini) o la chiusura / apertura di contatti.
In questo articolo tratteremo del primo tipo di cause: i fulmini.
Poiché gli impianti fotovoltaici sono dislocati all’esterno degli edifici e, in genere, sulla loro parte più alta, è evidente che possono essere interessati sia da sovratensioni dirette, ossia dal fulmine che colpisce direttamente l’impianto, sia da fulminazioni indirette, ossia da sovratensioni generate dalla caduta di un fulmine nei pressi dell’impianto fotovoltaico.

