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Sul sito ecat.com sembra sia possibile acquistare sin d'ora i generatori E-Cat da 1 MW che saranno consegnati nel 2012 (Rossi prevede tra le 30 e le 100 unità). Generatori di dimensioni inferiori, adatti anche ad un uso domestico, saranno disponibili, secondo Rossi, tra il 2012 e il 2013.
Il costo sembra aggirarsi sui duemila dollari per kW.
Sull'E-Cat si è ampiamente discusso sul web con notizie e smentite di tutti i tipi. Ora sembra siamo arrivati al punto di svolta, in cui si vedrà se E-Cat funziona oppure no. Comunque la prudenza è d'obbligo in questi casi.
Quasi contemporaneamente anche la Defkalion ha annunciato la messa in produzione di Hyperion, il nome con cui E-Cat doveva uscire sul mercato dopo il tanto noto quanto misteriosamente interrotto accordo tra Rossi e la Defkalion stessa.
Doppia bufala o si è veramente trovata la soluzione al problema energetico? Ancora qualche mese di pazienza e lo sapremo.
Il 28 ottobre 2011, Andrea Rossi ha fornito una nuova dimostrazione del suo E-Cat, un generatore di energia proveniente da un misterioso meccanismo che, per quanto ci è dato di sapere, si basa su idrogeno che gorgoglia attraverso un catalizzatore sconosciuto.
La demo, ufficialmente destinata soprattutto ad un ignoto "cliente", ha lasciato numerosi punti oscuri e, di certo, non avrebbe soddisfatto Galileo Galilei (almeno dal punto di vista del suo concetto di "Scienza").
Cuore, infatti, di qualunque pretesa di "scientificità", è la massima trasparenza e la massima "onestà" nel mostrare il fenomeno. Dove queste vengono a mancare è lecito, almeno nel XXI secolo, un minimo di scetticismo.
Ciò premesso, senza entrare nel merito del discorso tecnico per insufficienza di dati, è opportuno fare alcune considerazioni di carattere generale.
Molti ritengono che il comportamento di Rossi sia ampiamente giustificato dal fatto che sta brevettando il sistema e che teme che gli venga copiato, forse perchè concettualmente molto semplice. Altri aggiungono che il comportamento di Rossi non è quello di un "venditore di fumo" in quanto non cerca di estorcere denaro a "creduloni" ma si pone come interlocutore di grosse aziende, perfettamente in grado di valutare se il suo impianto funziona e, in caso di "bufala", di "demolirlo" con azioni legali.
Personalmente ritengo che Rossi debba decidere cosa vuole fare: vuole vendere la sua invezione o dimostrare al mondo la sua scoperta?
Se Rossi vuole trovare un compratore per il suo E-Cat può organizzare degli incontri riservati, solo lui e il Compratore, in cui mostrargli tutto quello che ritiene opportuno. Non è necessario organizzare dimostrazioni che non dimostrano nulla e parlare di Clienti che hanno verificato senza che si sappia chi siano questi fantomatici "Clienti" e senza che trapeli alcun dettaglio sui risultati delle altrettanto fantomatiche "prove" effettuate.
Se, invece, Rossi vuole mostrare al mondo la sua scoperta, allora farebbe meglio a organizzare esperimenti molto più trasparenti: un impianto che produce energia e che rimane per tutto il tempo collegato ad un generatore di energia di potenza non nota con certezza non può avere la pretesa di scientificità!
Se l'E-Cat funzionasse veramente sarebbe, per quanto ci è dato sapere oggi, una scoperta sensazionale in grado di rivoluzionare il mondo dell'energia. Se l'invenzione di Rossi (e Focardi per le basi teoriche) non fosse perfetta ma, con i dovuti investimenti, potesse diventarlo, sarebbe un'opportunità da non perdere ma non per un'azienda quanto per il genere umano! Un'invenzione che consentisse, come sembra promettere l'E-Cat, un'autosufficienza energetica senza seri impatti sull'ambiente, dovrebbe essere una priorità assoluta, soprattutto visti i recenti conflitti (Iraq, Afghanistan, Libia e, forse a breve, Iran) che molti sostengono siano legati all'accaparramento petrolifero, e visti anche i fatti di Fukushima.
In sintesi: dell'E-Cat se ne parla troppo poco per la sua importanza e in modo sbagliato. Forse è ora che Rossi cominci a decidere davvero cosa vuole fare da grande: vendere generatori o far progredire l'umanità. Nel primo caso agirà con trattative riservate senza tediarci con dimostrazioni che non dimostrano. Nel secondo caso pubblicherà tutto dopo averlo brevettato (se è brevettabile, altrimenti si ritorna al primo caso) e finalmente potrebbe fare una dimostrazione scientifica degna di tale nome e relativo aggettivo.
Comunque, tutti noi ci auguriamo che abbiano ragione: sarebbe come una seconda invenzione della ruota ...
Un video interessante si può trovare su Focus.it.
Aggiornamento:
In data 05/11/2011 l'Università di Bologna ha preso le distanze dall'E-Cat con un comunicato sul proprio sito.
Il testo del comunicato è il seguente:
E-cat: l'Università di Bologna non è coinvolta
5 novembre 2011
La precisazione dell'Ateneo in merito agli esperimenti condotti dalla società Leonardo Corp.
L'Università di Bologna - in riferimento al servizio pubblicato su FoxNews.com e a diversi articoli usciti nelle ultime settimane – precisa di non essere coinvolta negli esperimenti sull'E-Cat condotti dalla società Leonardo Corp. di proprietà di Andrea Rossi.
L'Ateneo precisa inoltre che:
1) nessun esperimento relativo all'E-Cat si è svolto presso l'Università di Bologna né il 28 ottobre 2011, né in date precedenti, né è stato condotto da ricercatori dell'Università;
2) l'Università di Bologna (Dipartimento di Fisica) è pronta a svolgere esperimenti sull'apparato E-Cat non appena il contratto siglato con la EFA SrL (la società italiana di Andrea Rossi) sarà reso attivo: a questo scopo erano presenti agli esperimenti, in qualità di osservatori, i ricercatori dell'Università di Bologna.
L'Ateneo continua a seguire con grande attenzione l'evolversi della situazione.
L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha emesso una delibera (Deliberazione 31 gennaio 2011 - ARG/elt 6/11) dal titolo ”Avvio di procedimento per la formazione di provvedimenti in materia di tariffe per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica e di condizioni economiche per l’erogazione del servizio di connessione, per il periodo di regolazione 2012 -2015”.
La delibera prende spunto dalle evoluzioni normative a livello europeo nel corso degli ultimi anni che sono finalizzate alla realizzazione di un mercato interno dell’energia elettrica, alla riduzione delle emissioni di gas serra per adempiere agli impegni assunti dalla UE per il 2020 e al fine garantire la sicurezza degli approvvigionamenti.
La delibera ha origine dal fatto che nel 2011, inoltre, si concluderà il periodo di validità del vigente testo integrato delle disposizioni dell’autorità per l’energia elettrica e il gas per l’erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica e, nello stesso periodo, ossia il 31 dicembre 2011, decadrà anche il TIC, con tutte le relative disposizioni tariffarie in materia di erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica e di connessione.

