Geotermia
Sfruttare l'enorme calore contenuto nel terreno o in bacini d'acqua per riscaldare e raffrescare case, aziende, serre e molto altro ancora.
Con la geotermia a bassa entalpia, in particolare, si può realizzare quasi ovunque un impianto in grado di ridurre i costi di riscaldamento e raffrescamento anche del 70-80%.
Premessa
In questo articolo vogliamo analizzare, con un esempio numerico, i costi di esercizio di un impianto geotermico a bassa entalpia.
Il caso che andremo a considerare è quello di una semplice villetta monofamiliare in cui è stato installato un impianto geotermico a bassa entalpia che viene utilizzato sia per il riscaldamento invernale (climatizzazione invernale) sia per il raffrescamento estivo (climatizzazione estiva) sia per la produzione di acqua calda sanitaria.
Supporremo, inoltre, che l'immobile abbia un grado di efficienza energetica tale da soddisfare il DL 311/06, in vigore dal 1 gennaio 2010, che prevede un valore di 90 kWh/mq per anno per la climatizzazione invernale.
La superficie dell'immobile è di 200 metri quadri e si trova in zona climatica E.
Premessa
In questo articolo vengono fornite le risposte alle dieci domande più comuni sulla geotermia a bassa entalpia che ci pervengono dai nostri clienti.
1. La geotermia a bassa entalpia richiede molto spazio?
Per una villetta di 150 mq bastano, in genere, due sonde, ossia due fori nel terreno a distanza di almeno cinque metri. In pratica possono andare sotto un vialetto del giardino o il viale d'ingresso.
La sala tecnica richiede pochi mq e non ha particolari esigenze dal punto di vista della prevenzione incendi (come invece ha una centrale termica a gasolio) nè richiede manutenzione particolare (come invece accade, ad esempio, per le caldaie a GPL e a metano).
La geotermia
Con il termine geotermia s'intende lo sfruttamento del calore presente nel sottosuolo.
L'origine di questo calore è nel nucleo del nostro pianeta composto, come tutti sanno, da una gigantesca sfera incandescente. La quantità di calore che tale nucleo è in grado di erogare è praticamente inesauribile e può essere considerata una forma di energia rinnovabile.
Se si esegue un foro nel terreno, si riscontra che tra i 10 e 100 m di profondità la temperatura del sottosuolo rimane praticamente costante per tutto l'anno ad un valore che, mediamente, è di circa 15 °C.
Perforando a profondità maggiori si trovano temperature più elevate (con un incremento di circa 3 °C per ogni 100 m).
In molte zone si possono trovare, a profondità relativamente modeste, fluidi a temperature elevate.
Possiamo quindi considerare due differenti modalità di sfruttamento del calore contenuto nel sottosuolo: la prima modalità utilizza sorgenti a temperatura elevata che vengono impiegati direttamente per riscaldare degli ambienti o per produrre elettricità. La seconda modalità, che quella oggetto del presente articolo, riguarda lo sfruttamento di sorgenti a temperatura bassa (15 °C circa) è per questo motivo viene indicata come geotermia a bassa entalpia.
La geotermia a bassa entalpia
Nella geotermia a bassa entalpia l'utilizzo che viene fatto lo della sorgente geotermica (ossia del sottosuolo) è semplicemente quello di scambiatore di calore.
In pratica, ad esempio, per riscaldare un ambiente si utilizzerà una pompa di calore che sottrarrà calore al terreno pompandolo nell'ambiente da riscaldare. Il calore viene prelevato dal terreno mediante delle sonde, ossia dei tubi che vi penetrano fino alla profondità di circa 100 m e che contengono un liquido in grado di scambiare calore (ad esempio acqua).

