Gestire uno o più magazzini comporta una serie di costi che, fondamentalmente, consistono in un dispendio economico; nell'occupazione di spazio utilizzabile altrimenti; nell'attività lavorativa di ricezione, controllo di qualità, sistemazione, recupera, imballaggio, spedizione e gestione contabile; nella perdita che consegue all'obsolescenza, al danneggiamento, al deperimento e allo smarrimento o furto di materiale.
Perché si affrontano tutti questi costi e si mette in piedi un'organizzazione, spesso molto complessa, per gestire l'inventario del magazzino?
Le ragioni principali sono le seguenti:
- in primo luogo la fluttuazione nella domanda dei materiali è tale da renderne difficile la gestione altrimenti se non con il meccanismo di ordinare solo "il venduto", ossia solo la merce che è stata a sua volta ordinata da un cliente;
- in secondo luogo la inaffidabilità dei fornitori che costringono, come minimo, a prevedere il rischio di consegna frazionata
Oltre a queste due ragioni di tipo "predittivo" ve ne sono altre tre di natura economica: la protezione dalla fluttuazione dei prezzi, gli sconti per quantità e la riduzione dei costi legati all'ordine (ad esempio dei costi di trasporto).
Tutte queste ragioni fanno sì che sia conveniente una gestione, anche complessa, del magazzino.
Di norma nei magazzini vengono stoccati tre tipologie di oggetti:
- Materie prime da utilizzarsi della produzione di beni o di loro parti;
- Semilavorati
- Prodotti finiti
Sono però possibili anche altri tipi di classificazioni di tipo più funzionale: materiali consumabili e parti di ricambio.
I primi vengono spesso trattati come se fossero materie prime ma in realtà hanno una dignità a se stante: sono oggetti che compiono un ciclo di vita relativamente breve rispetto a quello del sistema in cui sono utilizzati, al cui termine vengono dismessi (ad esempio lampadine, materiali da imballaggio, lubrificanti, cartucce di inchiostro non rigenerabili ecc.).
I secondi sono invece oggetti utilizzati per farne funzionare altri a fronte di guasti o di esaurimento della vita attesa di funzionamento ma che possono essere "rigenerati".
Queste ultime due categorie di materiali devono essere dimensionate, dal punto di vista del livello di scorta, in maniera molto accurata tenendo conto le pianificazioni manutentive, i tassi di guasto e i tassi di utilizzo previsti.

