L'attuale congiuntura finanziaria in particolare ma, soprattutto, la focalizzazione sul concetto di soddisfazione del cliente, hanno portato a considerare qualunque cosa, bene o servizio, in ogni fase del suo ciclo di vita.Per poter produrre beni o servizi all'altezza delle richieste del mercato è indispensabile che la soddisfazione del cliente sia tenuta in considerazione come il primo tra i vari punti di riferimento. Ciò significa che, sin dalle primissime fasi di ideazione e di ingegnerizzazione, fino alla dismissione finale del sistema stesso, si debba pensare in tale ottica.
Ma cos'è la soddisfazione del cliente? Un cliente è soddisfatto se, ogni volta che ha bisogno di un bene o un servizio, è in grado di fruirne e questo soddisfa le sue aspettative. Le aspettative di un cliente, in genere, sono di natura prestazionale ed economica ma, sempre più, includono anche aspetti più specifici quali la standardizzazione, la sicurezza e così via.
Questa situazione ha portato quindi alla necessità, come già detto, di pensare il prodotto o il servizio in ciascun momento del suo ciclo di vita, dal punto di vista di tale soddisfazione.
Purtroppo (o per fortuna) i sistemi e i servizi si sono evoluti nel tempo aumentando enormemente in termini di complessità e sempre più dovendo confrontarsi con la necessità di requisiti in continua evoluzione. Inoltre, in moltissimi casi, si tende ad estendere la vita di un sistema ben oltre quelle che erano le intenzioni iniziali dei progettisti. Infine, si fa ricorso sempre più spesso all'outsourcing e quindi quelli che, un tempo, erano visti come sistemi (dal cliente) oggi sono visti sempre più come servizi.
Oltre alle qualità tradizionali che venivano richieste a un sistema (o un servizio), ossia la robustezza e un buon rapporto costo-efficacia, oltre rispetto delle prestazioni previste, oggi si sono aggiunte numerose qualità, presenti anche in passato ma ritenute meno importanti, ormai imprescindibili nella pratica.
In passato ci si accontentava che un sistema fosse robusto e che avesse un rapporto costo efficacia ragionevole in quanto esistevano alternative al malfunzionamento del sistema e venivano ben tollerate deviazioni dalla norma dovute a imprecisioni del sistema o a variazioni nei requisiti.
Oggi i sistemi devono essere intrinsecamente robusti perché la loro complessità non consente di renderli tali con facilità nella fase operativa. Al contempo devono essere affidabili e quindi garantire un bassissimo tasso di malfunzionamento, spesso a livelli impensabili solo qualche decina di anni fa.
Ai sistemi attuali è anche richiesto un elevato livello qualitativo, essendo forse la qualità la prima delle variabili da considerare nell'ottica della soddisfazione del cliente. Per realizzare sistemi in grado di mantenere un'alta qualità nell'intero ciclo di vita è necessario che essi siano supportabili. Di particolare importanza è quindi la capacità di fornire un supporto che sia al tempo stesso efficace ed efficiente e che si estenda lungo l'intero ciclo di vita. Questo aspetto della supportabilità nasconde, praticamente sempre, un gran numero di attività correlate ma a prima vista non così evidenti e che rappresentano una porzione significativa sia dei costi sia dell'efficacia sia dell'efficienza richiesti al supporto.
Un altro degli aspetti oggi essenziali è il rapporto costo-efficacia, rapporto che vede tra le sue variabili più importanti parametri ampiamente trascurati in passato. Molto spesso, infatti, vengono considerati in tale rapporto solo i costi di acquisizione e, in alcuni casi, quelli di manutenzione. In realtà esistono numerosi altri costi sommersi quali quelli necessari all'operatività del sistema (infrastrutture, energia, personale via dicendo), quelli relativi alle parti di ricambio, alla gestione dei magazzini e dei materiali necessari al funzionamento, quelli da affrontare al momento del ritiro e dello smaltimento del sistema e altri ancora.
Diviene quindi sempre più indispensabile considerare tutti questi aspetti con un approccio ingegneristico in tutte le fasi del ciclo di vita del sistema. Da questa considerazione nasce il concetto di ingegneria logistica. Essa ha origine dal concetto di logistica, concetto che nasce in origine da considerazioni militari che poi vengono estese anche in ambito commerciale, industriale eccetera.
L'obiettivo dell'ingegneria logistica è, quindi, quello di implementare un processo ingegneristico di cui la logistica è una parte.
Grazie a questo processo ingegneristico, ossia grazie all'ingegneria logistica, è possibile fare in modo che già nella fase di ideazione e di progettazione concettuale di un sistema vengano evidenziate tutte quelle caratteristiche necessarie, nelle fasi successive affinché si abbia una logistica adeguata alle esigenze attuali, specificando, ad esempio, i requisiti di supportabilità. È altresì possibile far sì che l'obiettivo della fase di sviluppo del sistema non sia più, soltanto, quello di produrre qualcosa di adeguato ai soli requisiti di missione ma andare oltre e fornire indicazioni dettagliate anche sulla necessità in termini di infrastrutture di supporto del sistema. Inoltre, sempre nella fase di sviluppo, si possono considerare le varie soluzioni progettuali anche in termini logistici e così via per tutti i vari passi del ciclo di vita del sistema, con il risultato che la logistica possa guidare anche il processo di decisione tra varie alternative di progetto, produttive, ecc.
In sintesi, l'ingegneria logistica serve a garantire che la logistica sia adeguata a requisiti molto stringenti, interdisciplinari e con un tasso elevato di variabilità, e che ciò avvenga per l'intero ciclo di vita di un sistema.
È altresì evidente che, grazie al sempre più massiccio ricorso all'outsourcing, quanto detto per i sistemi è applicabile a numerosi servizi che non sono altro che la gestione di tali sistemi in outsourcing. Diventa quindi veramente critica l'applicazione di una corretta ingegneria logistica a qualunque servizio di outsourcing si voglia fornire.
Un corretto approccio basato sull'ingegneria logistica porta sempre a netti miglioramenti in termini di costi, di tempi, di qualità del risultato, di robustezza, di affidabilità e di numerosi altri parametri. Di conseguenza l'ingegneria logistica deve integrarsi ed interfacciarsi con l'ingegneria dei sistemi, arricchendola nell'ottica della logistica, con l'ingegneria del software, guidandola nella direzione di giusta criticità e complessità a seconda dei componenti software da realizzare (distinguendo quindi tra quelli legati alla missione, quelli legati al programma e quelli orientati alla manutenzione), portandole a considerare vari aspetti in precedenza trascurati.
I principali aspetti che l'ingegneria logistica introduce o enfatizza sono:
- l'affidabilità
- la manutenibilità
- la manutenzione e il supporto
- l'ergonomica
- la sicurezza
- la dismettibilità
- la producibilità
- l'efficacia del sistema
- il costo nel ciclo di vita
- il rapporto costo efficacia
L'affidabilità
Con affidabilità si intende la capacità di un sistema di operare in maniera soddisfacente, per un dato intervallo di tempo, se utilizzato in specifiche condizioni operative.
La capacità di un sistema (o di un prodotto, o di un servizio) di operare viene spesso indicata con il termini probabilità, in genere espressa con una percentuale indicante il numero di volte in cui il fenomeno (ossia il funzionamento in maniera soddisfacente) si è verificato in un campione adeguato. Questa capacità deve avvenire in un determinato intervallo di tempo, presentando un output di qualità ben definita e in un contesto operativo preciso.
La manutenibilità
Eseguire una manutenzione su di un sistema è un compito che presenta numerosi aspetti da tenere in considerazione. La manutenibilità di un sistema è una caratteristica intrinseca del sistema stesso e riguarda la facilità, la sicurezza, il costo e l'accuratezza per l'esecuzione delle attività manutentive. E infatti necessario che un sistema venga costruito (progettato) in modo tale da poter essere mantenuto in condizioni operative adeguate senza la necessità investimenti eccessivi in termini economici, di tempo, di competenze.
La manutenibilità è quindi la "capacità" di un sistema di essere "manutenuto", ossia la capacità di un sistema di essere ricondotto, a fronte di un determinato stato operativo, in un altro mediante opportune azioni di manutenzione. Di conseguenza la manutenibilità è uno dei parametri per la progettazione del sistema mentre la manutenzione è il risultato di tale progettazione.
La manutenzione e il supporto
La manutenzione è insieme di tutte le azioni che sono necessarie per ripristinare il sistema in uno stato operativo a partire da un altro. In genere si richiede la manutenzione di un sistema che si trovi in uno stato inadeguato al suo funzionamento o che nel tempo può degenerare, se non manutenuto.
Le principali tipologie di manutenzione sono due: la manutenzione correttiva e quella preventiva.
La manutenzione correttiva consiste in azioni manutentive non pianificate che vengono eseguite a fronte di un malfunzionamento del sistema in modo che quest'ultimo possa ritornare in una condizione operativa specificata. Una manutenzione correttiva tipica consiste in una fase di diagnostica del guasto, in una di localizzazione del guasto, in una di accesso al punto di guasto, in una di sostituzione o riparazione del guasto e, infine, in una fase di di assemblaggio e verifica finale. È quindi possibile che venga eseguito una manutenzione correttiva a fronte di un presunto guasto ma che poi la fase di diagnostica dello stesso porti a concludere che non c'è nulla da riparare e quindi la manutenzione correttiva "non corregga" nulla.
La manutenzione preventiva consiste, in genere, in attività manutentive pianificate, finalizzate a mantenere in un determinato stato operativo un sistema, che in genere è di funzionamento ma che può essere anche di conservazione durante lo stoccaggio, ad esempio. Tipiche attività della manutenzione preventiva sono ispezioni periodiche, sostituzione dei componenti soggetti ad usura, monitoraggio delle condizioni del sistema eccetera.
L'ergonomica
Tutte le interfacce uomo-sistema devono essere realizzati in modo che siano ergonomiche, ossia che si adattino facilmente agli operatori che interagiranno col sistema. Questi fattori, che sono di tipo antropometrico, sensoriale, psicologico e fisiologico, devono essere presi in considerazione sin dalla fase di progettazione, includendo nell'analisi delle interfacce anche quelle necessarie per la manutenzione e non solo quelle per l'operazione del sistema.
La sicurezza
La sicurezza di un sistema dipende pesantemente dalla sua progettazione. Sebbene un sistema possa essere utilizzato in modo improprio dall'operatore portandolo così a divenire pericoloso, una corretta progettazione conduce di sicuro alla minimizzazione di questo rischio.
E', quindi, cruciale l'implementazione di un processo di progettazione che tenga in adeguata considerazione i requisiti per la sicurezza, sia degli operatori sia di altre parti potenzialmente interessate dai rischi che il sistema presenta. In taluni sistemi di particolare pericolosità è fondamentale che i requisiti per la sicurezza prevedano anche la prevenzione degli effetti dannosi derivanti da sabotaggi.
La dismettibilità
L'attuale sensibilità alle tematiche ambientali (ma anche semplici considerazioni economiche di scala e di lungo periodo) portano a stabilire l'importanza del fatto che un sistema possa essere dismesso senza che questo comporti un grave impatto ambientale o costi insostenibili. Di conseguenza è essenziale, sin dalla primissima progettazione del sistema, considerare i requisiti di impatto ambientale conseguenti alla dismissione del sistema. La dismettibilità è una misura della capacità di un sistema di essere riciclato o smaltito senza degradare l'ambiente.
Una progettazione che volesse prescindere dai requisiti connessi alla smaltimento a fine vita del sistema, oggi rischia di essere pesantemente antieconomica a causa dei severi vincoli normativi esistenti nel settore della tutela dell'ambiente.
La producibilità
Ogni sistema prevede una fase di produzione, più o meno complessa, che può portare alla realizzazione di istanze del sistema oppure di una singola istanza. La producibilità è una misura di quanto sia complesso realizzare un sistema, ed è pesantemente influenzata dagli aspetti progettuali del sistema stesso. Di conseguenza, una buona producibilità prevede la possibilità di produrre il sistema in maniera semplice, economica, veloce, utilizzando tecniche standard senza dover sacrificare nulla dal punto di vista della funzionalità, dell'efficacia e della qualità.
L'efficacia del sistema
Un aspetto molto importante dell'ingegneria logistica è la valutazione dell'efficacia del sistema, ossia della sua capacità di operare efficacemente negli scenari di missione per cui è stato concepito. L'efficacia del sistema è quindi una valutazione sul piano tecnico delle prestazioni del sistema ed è funzione, oltre che del sistema stesso, anche di tutto il contorno logistico, ivi inclusi gli elementi della manutenzione e del supporto logistico. L'efficacia del sistema è una delle due variabili che concorrono alla definizione del rapporto costo efficacia, parametro importantissimo per il confronto di sistemi analoghi.
Il costo nel ciclo di vita
Oltre fattori tecnici espressi dall'efficacia del sistema esistono fattori economici che devono essere considerati sin dalle primissime fasi di progettazione del sistema. Tali fattori economici indicano i costi che vengono (verranno) sostenuti nelle varie fasi del ciclo di vita, partendo dall'ideazione ed arrivando fino alla dismissione del sistema e che fondamentalmente possono essere pensati distribuiti su quattro fasi principali:
- costi di progettazione sviluppo
- costi di produzione e costruzione
- costi di operazioni di manutenzione
- costi di dismissione
Questi costi rappresentano quello che viene detto il costo del ciclo di vita (o, più brevemente, LCC).
Il costo del ciclo di vita è una delle due variabili che concorrono alla definizione del rapporto costo efficacia.
Il rapporto costo efficacia
Dovendo dare una valutazione complessiva, in estrema sintesi, finalizzata soprattutto al confronto di sistemi analoghi per funzionalità ma differenti per progettazione, realizzazione, manutenzione e/o modalità di gestione del fine vita, l'indicatore più adatto è di certo l'indicatore di costo-efficacia, spesso noto come rapporto costo-efficacia.
Questo valore, calcolato mediante un'opportuna funzione dipendente da caso a caso, tiene conto sia dell'efficacia del sistema sia del costo totale del ciclo di vita e può essere parametrizzato in funzione, ad esempio, di tipologie di missione, di modelli manutentivi o di altri parametri ancora.
Conclusioni
L'eccezionale sviluppo avuto dalla logistica degli ultimi decenni, unito alla notevole attenzione che viene posta nella cura della soddisfazione del cliente, ha portato alla necessità di avere un'ingegneria della logistica che potesse, mediante la sua corretta applicazione in tutte le fasi del ciclo di vita del sistema, consentire di anticipare tutti gli aspetti correlati alla logistica e che ne influenzano le prestazioni.
L'ingegneria logistica ha quindi introdotto, sin dalle fasi di ideazione di un prodotto, di un sistema, di un servizio, l'attenzione per determinate caratteristiche quali l'affidabilità, la manutenibilità e via dicendo, consentendo di realizzare sistemi che siano intrinsecamente robusti, affidabili, di qualità, sicuri, economici eccetera.
Negli ultimi anni la crescita costante e significativa dell'approccio mediante outsourcing ha portato alla sostituzione, dal punto di vista di numerosi clienti, di sistemi con servizi e quindi ha reso necessaria un'ulteriore evoluzione dell'ingegneria logistica.
Logica dei Sistemi di Luca Lezzerini propone la propria competenza in ambito ingegneria logistica per supportare le esigenze di Aziende, siano esse PMI che di grandi dimensioni, in tutte le fasi del ciclo di vita di un prodotto, di un servizio, di un sistema.

